
Nacom - Affliction
Tracklist:
01. Only in memories
02. Affliction
03. A life that don't belong you
Debutto per la giovane band di Jesi nata nell'autunno 2004 con l'intenzione di avvicinarsi ai grandi nomi del death metal melodico, ma che si propone di arricchire di brillante personalità la propria musica. Inutile tenervi sulle spine, per sapere se si tratti dell'ennesimo bidone, all'insegna del "passo più lungo della gamba", o di una interessante proposta, basta un ascolto: questi ragazzi hanno decisamente fatto centro.
L'apertura del demo è affidata ad "Only in memories", song nella quale si alternano inserti melodici di ottima fattura ad assalti in pieno stile death, interessanti in questo senso il lavoro delle chitarre di Paolo e Piermatteo. E' un continuo scambiarsi di parti veloci e di parti progressive, una verve quest'ultima, che influenza l'intero lavoro. Bello anche l'inserto di 'piano' da parte di Pietro, che nel corso di tutto il demo ci delizia con la sua perizia ma soprattutto con il suo buongusto. Nella seconda traccia, "Affliction", si mettono in evidenza anche il bassista Riccardo, che impreziosisce ogni attimo della composizione e il singer Leonardo, autore di una prestazione a mio modo di vedere migliorabile, ma sicuramente molto personale. Si arriva così, sicuramente senza alcun segno di stanchezza, alla song conclusiva, a mio avviso davvero molto bella, con un ritornello pieno di carica e melodia e con una sezione ritmica sempre all'altezza, grazie anche a Lorenzo, che pur non sfoggiando chissà quali tecnicismi dietro le pelli, mette sempre in mostra precisione e accuratezza.
Fin qui tutto rose e fiori, viene da chiedersi se questo demo abbia o meno dei difetti. La risposta è ovviamente sì, vi sono alcune parti ancora ampiamente migliorabili, ma due particolari secondo me sono di facile ottimizzazione, ma allo stesso tempo rilevanti: consiglierei una maggiore attenzione alla lingua inglese nella stesura dei testi ed inoltre la ricerca di maggiore omogeneità nella produzione dei singoli strumenti, infatti a fronte di una batteria ben prodotta si avverte una notevole differenza con gli altri strumenti, principalmente le chitarre. E' comunque da evidenziare come, pur essendo un demo autoprodotto, si tratti di un lavoro di discreta fattura, sia a livello di produzione musicale, sia a livello di packaging.
Tirando brevemente le somme abbiamo a che fare con una band al primo demo che dimostra perizia tecnica e un discreto buon gusto, una produzione che interesserà tutti gli amanti del genere e coloro i quali vogliono avvicinarsi a qualcosa di differente rispetto al canonico "closed mind" metal. Non ci resta che attenderli al prossimo disco, magari più sostanzioso in fatto di tracce, per poter dare una valutazione più precisa.
Per adesso è stato compiuto un ottimo primo passo.
Domenico Siracusa